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giovedì 21 novembre 2019

Tik Tok de mammata


Da un paio di mesi pubblico video (non miei) su Tik Tok.
Tanto per cambiare lo faccio con l'account "se non rido non vivo".

Per capire quanto Tik Tok sia sulla cresta dell'onda dico solo che, non più tardi di un mese fa, pagava 5 Euro (5,50 dollari) ad ogni nuovo account che facevi iscrivere con un tuo codice identificativo.
L'ho testato anch'io, 3 nuove iscrizioni che mi hanno fatto guadagnare 15 euro su PayPal.

Da gennaio 2019 ad oggi è la terza App più scaricata dell'anno, 614 milioni di download.
La più scaricata è whatsapp, la seconda messenger.
E non pensate ci siano solo i ragazzi dagli 11 ai 19 anni, no eh.
Schiere di adulti popolano la scena. Genitori che supportano i figli piccoli, o figli piccoli che aiutano gli adulti nei video. Scene patetiche molte volte: tentativi di darsi un tono più giovane con i modi di fare, i gesti da seguire, le canzoni da cantare, qualche vestito corto, qualche tetta che vaga, qualcuno ci prova con i muscoli, qualche mamma che fa la mamma e qualche mamma che non fa solo la mamma.

Insomma Tik Tok de mammata. Ma tant'è.
Per farla breve col dito scorrete la home degli account seguiti o consigliati da Tik Tok, la schermata copre tutto lo schermo (non puoi vedere più di un post alla volta). Un continuo sali scendi di clip video di diversa durata con musica soprattutto.
Farciti di mille effetti, effetti che devo dire rendono molto meglio rispetto a un instagram o facebook.

Poi si possono fare i duetti con i video degli altri. Un video postato da me può essere riutilizzato come parodia o esempio per un altro account, in una schermata divisa in due. Per cui scorrono contemporaneamente i due video uno di fianco all'altro: come fosse una doppia intervista.
Alcuni video virali sono il frutto di una semplice ironia (come possono far ridere dei duetti tra facce diverse, momenti diversi, vestiti differenti) e altri sono costruiti ad arte.
Poi - come tutte le cose - ci sono le mode, per cui su un pezzo di musica nasce una challenge. Una sfida a colpi di lip sync (sincronizzazione delle labbra: dire le parole senza cantarle) o di gesti.
A chi lo fa meglio o a chi lo fa peggio eh.

Lo slogan è sempre lo stesso ovviamente, ed è lo stesso per cui un italiano su due sta tutto il giorno sui social: la visibilità paga. Paga anche in denaro eh, non giriamoci attorno.

Quando eravamo piccoli il sogno poteva essere quello di andare in tv, di diventare famosi come un calciatore o un cantante, di farsi leggere una lettera da Paolo Bonolis a Bim Bum Bam, di essere visibili.
I social hanno dalla loro la facilità di essere contemporanei in più posti. Se sei il personaggio di un video virale sei sempre tu in posti diversi rimbalzato da server mondiali.
Fai ridere magari il cinese, il lituano o il boliviano a 4000 metri d'altitudine.
I ragazzini di oggi sognano di diventare dei pezzi grossi sui social, dei creator originali, degli influencer, youtuber.
Che poi se aumentano gli influencer vuol dire che aumentano gli individui che si lasciano influenzare. Che nessuno sa più cosa cazzo vuole?
Scusa, perché? me lo deve dire un altro quello che io vorrei?
Che non son capace di influenzarmi da solo?

Forse è sempre stato così, intendiamoci. E i sogni cambiano il risultato non cambia.
Ma abbiamo preso una direzione inarrestabile.
Purtroppo devo proprio dirlo pur usandoli un casino: com'era bello il mondo quando eravamo in pochi ad usare i social.

La soluzione sarà un nuovo social e vedrete le risate che ci faremo.



giovedì 13 febbraio 2014

Italia, paese di Santi


Siamo nella settimana dei santi più amati e odiati allo stesso tempo.
San Valentino per motivi sentimentaloidi e San Remo per motivi di emorroidi.

Il santo di Terni - decapitato sulla via Flaminia a 97 anni il 14 febbraio del 273 d.C. - è considerato in tutto il mondo il protettore degli innamorati.
San Remo non esiste come santo, ma Sanremo ha come protettore San Romolo, per cui prendetevala con lui al massimo.

Ebbene, diciamocela pure tutta.
La sete di consumismo a braccetto con la voglia di dare (e fare) spettacolo ad ogni costo abilitano a fare, a dire, a pensare, cose al limite della fantasia umana.

L'amore è una cosa seria, talmente seria, che basterebbe un secondo solo per dare senso a tutta la vita.
La TV è una cosa seria, talmente seria, che non basterebbe una vita intera.

Per cui albergatori, ristoratori, cantautori, porno-attori, editori, critici cinici e stitici, avanti con penna pizza cuori piccioni chitarre e mandolini...create pure la solita fiera del moralismo bieco e del finto perbenismo.
Io, il bacio perugina me lo mangio con attorno tutta la cartina.

Ciao proprio.


mercoledì 12 febbraio 2014

Faccia a Faccia Renzi Letta


Renzi e Letta: dai rutti ai fatti













Che succede signori della giuria?
Vostro onore si sta facendo un gran casino sull'eventuale cambio della guardia alla guida del paese.
Siamo ormai abituati alla apertura dei Tg e dei giornali sul rocambolesco scambio di facciate e di idee tra i due personaggi politici del momento. O meglio, sotto i riflettori.

Eh, badate bene, c'è della differenza. Essere sotto i riflettori molte volte vuol dire cavalcare onde che si propagano da chissà dove ma verso un sentimento comune, dato ovviamente dai media, potere assoluto e relativo.

Renzi e Letta mi ricordano due famiglie che arrivano nello stesso momento su una spiaggia affollatissima. 
Allora, pian piano, si mette l'asciugamano a terra e si pianta l'ombrellone in un fazzolettino di terra. E poi lentamente, senza quasi farsi vedere butti un paio di ciabatte più in là per ampliare (e marcare) il territorio.
Renzi butta l'asciugamano, e apre un lettino a metà (per non farsi notare più di tanto) mentre Letta ha giù l'ombrellone e un paio di sedie.
Chi dei due avrà occupato più spazio?
In questo turbinio di forze e interforze, di solito ci si ritrova con un terzo incomodo; già...colui che osserva da lontano, pondera e poi gode delle conseguenze.
Tra due litiganti il terzo gode dice uno dei proverbi più bramati in ambito politico.

Non abituiamoci facilmente, altri colpi di scena (o presunti tali) verranno al pettine.

Se lo slogan di sempre è stato: "La prima politica è vivere",
parafrasando, lo slogan più adeguato di questo momento storico è: "La prima politica è ridere"......

Intanto Penelope tesse la sua tela

martedì 11 febbraio 2014

Oggi Edison vedeva la luce......


Edison con una moderna lampadina
con un modesto photoshop..........


















11 febbraio 1847.
Si presenta sulla scena un uomo che avrebbe speso la sua vita e le sue energie per la ricerca scientifica.
Edison, il super scienziato praticone sperimentale geniale, che partendo - come tutto del resto - dalle spalle dei giganti ha visto un pelino più lontano di altri.
Di lui il grande fisico Nikola Tesla, noto anche come "il santo patrono dell'elettricità", ebbe a dire:

"Se Edison deve cercare un ago in un pagliaio procede con la diligenza dell'ape nell'esaminare paglia per paglia fino a quando trova l'oggetto della sua ricerca. Ero testimone dispiaciuto di tale comportamento, sapendo che un po' di teoria e calcoli avrebbero evitato il 90% del suo lavoro".
Praticone instancabile e 'pancia a terra' il nostro eroe.


La fine del 1800 è carica di invenzioni, scoperte, concezioni avanzate, scienziati con le palle.
Edison ancora in tenerà età e parzialmente sordo, si passa le giornate al telegrafo e a soli 30 anni finisce su tutti i social network dell'epoca per l'invenzione del Fonografo.
Con il Fonografo si gettano le basi delle moderne audioregistrazioni, delle segreterie telefoniche, musicassette, CD e MP3.
"Mary had a little lamb" - Mary aveva un agnellino - è la prima frase registrata dall'umanità, la prima frase che si è potuta risentire.
E che fantasia, tra l'altro.

Il 4 settembre 1882 fu il primo al mondo a fornire energia elettrica a 60 utenti, 110 volt, vicino al suo laboratorio di Pearl Street a Manhattan.
Pensate cosa volesse dire essere i primi al mondo ad avere energia elettrica. Non esiste un paragone simile. Forse è come se adesso nel frigo di casa mia potessi produrre energia con fusione termonucleare o fusione fredda. Nello stesso anno, usando l'energia idrica delle cascate del Niagara, creò la prima centrale elettrica.

Insieme ad altri, con la sua aziendina, perfezionò e miglioro la prima lampadina a incandescenza.
Quindi, oggi ma 167 anni fa, vedeva la luce Edison e scusate il gioco di parole.
Edison morì nel 1931.
Nella storia della Scienza rappresenta uno dei pionieri dell'elettricità, del magnetismo, della propagazione delle onde, della radiazione luminosa, dell'auto elettrica, del cinema e moooolto altro ancora.

Due famose frasi di Edison racchiudono un genio all'opera, spinto dal desiderio del bello e del vero, ragioni per cui anche 100 anni dopo la sua mooooolto intensa attività un uomo così mi è contemporaneo.

"Riesce in tutto chi si dà da fare mentre aspetta".
"Il tempo è l'unico vero capitale che un essere umano ha, e l'unico che non può permettersi di perdere".



Guarda anche il mio post "Salgo sulle spalle dei giganti".

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@luterronpower

martedì 4 febbraio 2014

La cultura del lamento


Al di là di Letta,
Confindustria e disfattismi,
una cosa è certa.
La cultura o il movimento del lamento avanza inesorabilmente.

A lavoro, sugli autobus, nelle mense, negli uffici, a casa, al bar, nei ristoranti, sui banchi di scuola, nelle aule professori, nei parlamenti, nel pubblico e nel privato, nelle aziende a girone unico, ovunque.

Ci si lamenta, si pontifica, si fa oppressione compulsiva e polemica a priori.
Perché in fondo non va questo, non va quest altro, non , non , non , , , , , ,,,,,,,,,,,,

Non sono un paladino del movimento del "tutto positivo" a priori e neanche del "non voglio vedere" e quindi non c'è. Lo facciamo tutti, su tutto, ci lamentiamo, pensiamo alla benzina, alla spesa, alla macchina, ai figli, alla casa, alla vita, agli amici, ai social network, alle, alla al, la, , , , , , ,,,,,,,,,

Oggi, di nuovo, le cose che ci stanno più care, ci sono. E anche quelle meno care.
Oggi il lamento si batte.
Oggi la vita è meravigliosa.





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@luterronpower

mercoledì 29 gennaio 2014

Condividere e Social Network




















Oggi cari sargenischi della terra di mezzo apriamo una breccia di Rohan nella steppa desolata dei social network.
Non sono l'unico ad essere iscritto contemporaneamente a Google+, Facebook, Twitter e Linkedin. Molti lo fanno per lavoro, molti lo fanno per piacere o per dovere, alcuni cercano di sfondare come Social Stars, bloggatori da quattro soldi come il sottoscritto, alcuni per manie di grandezza e, per chiudere, sempre più numerosi/e quelli/e che fanno vedere tette, gatti e piatti....

Il tutto, in fondo, lo si fa per Condividere.
Con-Dividere significa letteralmente "dividere insieme", insomma possedere insieme, offrire qualcosa di proprio ad altri. Sta diventando la parola più utilizzata a scuola, all'università, sul lavoro, ovunque.

Certo, proprio qui sta il punto.
Si condivide tutto perché l'importante è "condividere". Non esiste un filtro per cosa condividere o meno. Foto, video, articoli, giochi, pagine web, pensieri. Nel 99% dei casi, quindi, condividiamo un indirizzo web.

Occhio però. Non sto dicendo che sia tutto inutile. Grazie ai social network sono state salvate molte vite colpite da terremoti o tsunami, oppure abbiamo ricevuto la notizia che aspettavamo da tempo, oppure abbiamo letto un pezzo che ci ha fatto ripartire o che ci ha fatto commuovere, oppure abbiamo rivisto quel video degli U2 o i 3500 goal in rovesciata della storia del calcio, e ancora ci siamo informati su quel posto che avremmo voluto vedere e che poi abbiamo visto, e abbiamo anche visto cose che ci hanno fatto sentire in un mondo dove tutto è a portata di mano.

Vorrei solo non accontentarmi del puro gusto di condividere.
Meglio, vorrei che si condividesse sì, ma non vorrei accontentarmi di chi condivide mille cose ma non condivide la principale.
E per farmi capire senza pretese
uso una frase di Pavese.


«Da uno che non è disposto a condividere con te il destino 
non dovresti accettare nemmeno una sigaretta».
- C. Pavese

Pavese non poteva pensare che in futuro le sigarette si sarebbero potute comprare online e che le sigarette elettroniche non si possono scroccare, per il momento.
Ma si capisce lo stesso.
E per chi non fuma, "non dovreste accettare nemmeno un link a una pagina web"....
E con questo mi son dato la zappa sui piedi.




Fossi in te leggerei anche questi post:



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@luterronpower

martedì 28 gennaio 2014

Il disastro del Challenger


Il Challenger pochi istanti prima dell'esplosione.

















28 gennaio 1986.
Lo speaker con accento americano inizia il countdown.
Il Challenger si stacca dalla rampa di lancio. 7 membri dell'equipaggio salgono in cielo un po' più velocemente. Il destino ha voluto che non si accorgessero di nulla.

L'Equipaggio.
La diretta del lancio seguita in mondovisione da 1 miliardo di persone, evento mediatico di impatto simile alla conquista della Luna.
Non stavamo guardando Star Trek o Star Wars.
Tutto vero.

I 73 secondi più drammatici nella storia della conquista dello spazio.
Fu un duro colpo per la NASA, un duro colpo per l'esplorazione spaziale, duro colpo per l'umanità.


Oggi ricorre il 19esimo anniversario di questo scontro frontale tra il desiderio umano di ricerca (e non solo) e il nostro essere effimeri.
Nel mio Blog c'è sempre spazio per questa "sproporzione strutturale".






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@luterronpower


venerdì 24 gennaio 2014

Un mondo di password





















Tutto credo abbia avuto inizio con l'avvento dei bancomat, la consegna del pin e cosi via.

Ormai quasi tutto richiede un accesso con password - o PIN - che assieme allo Username costituiscono le "credenziali d'accesso"........

Rappresenta la parola d'ordine che apre la porta.
Usiamo le password per accesso a cose come il prelievo bancomat, il pagamento alle casse, accesso alla casella e-mail, social network, lo sblocco del telefonino, acquisto biglietti di tutti i tipi, prenotazione hotel, siti di vendita online, account vari e molte altre cose.

In una giornata tipo, in media, dai 14 anni fino ai 65, per almeno 6 volte al giorno usiamo delle password (almeno). Questo vuol dire che alcune, quelle che usiamo più di frequente, ce le ricordiamo a memoria, ma - ahimè - per altre dobbiamo ricorrere a file di testo, a bigliettini volanti, nomi sul cellulare ma che hanno il numero di una password, date di nascita o nomi di persone care, posizioni del kamasutra, personaggi famosi, e molto altro.
Per non parlare di quando il portale ci chiede di modificarla. Che Scassword.
Panico misto a nervosismo e paura di sbagliare due volte.

Il capitolo degli stronzi che cercano di ottenere la password di un utente non lo voglio affrontare, ma questo mi fa solo immaginare fin dove arriveremo visto che con il passare del tempo sempre meno si riesca a vivere senza le 3 parole più usate del 21esimo secolo:
"Connessione A Internet".

Un collega mi faceva notare come in metropolitana - la famosa Emme 1 di Torino - si sia fermato per un attimo a guardare la ggggggente che aveva attorno.
Tutti intenti, con la testa inclinata verso il basso, a touchare uno smartphone senza alzare mai lo sguardo. Mentre invece, chi non smanettava con i polpastrelli, si chiudeva ermeticamente nel proprio Pandora di Avatar tramite la parola più usata sui mezzi pubblici, e cioè la parola "Auricolare", con tutte le vocali, tra l'altro.

Il mio collega avrebbe voluto disperatamente la password per ripristinare il sistema Uomo all'ultimo salvataggio: L'Homo non Annullatus.

Ma è stata dimenticata e non c'è un link per il ripristino.





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martedì 21 gennaio 2014

Fascia Protetta o Pro-Tetta?














Clamorosa - mica tanto - accusa del Moige (Movimento Italiano Genitori) verso il programma condotto dalla Barbara più dorso e meno D'Urso. Secondo il Moige e non solo, il programma Domenica Live in onda nei pomeriggi domenicali su Canale 5 sarebbe un "Domenica Hard".

Domenica scorsa, il 19 gennaio, sarebbe andata in onda una puntata farcita di servizi che andavano dallo sconosciuto fonico dei Modà indagato per molestie sessuali sui minori al professore arrapato di Saluzzo che aveva rapporti con le sue alunne minorenni. Oltre alla clinica per i malati di sesso con testimonianza dell’uomo che pensa solo a quello, poi ancora un servizio su sesso in cambio di lavoro.....

Sfruttando il fatto che la domenica pomeriggio il 70% delle famiglie italiane ha un contratto con il proprio divano (rigorosamente davanti alla TV), l'offerta televisiva, stranamente, si riduce.

E vanno di moda (o modà?) ospiti su due divani (o poltrone) uno di fronte all'altro cercando di ricreare un atmosfera casalinga e di confessione con lacrime o ancora peggio con occhi lucidi finti come il gabibbo.
Il tutto viene amplificato con l'inserimento - perché lo share prima di tutto - di storie complicate, magari a sfondo malizioso e sessuale, poi corna e storie finite ma senza un logout definitivo, e ancora molestie sessuali....

La D'Urso dovrebbe avere la fascia protetta, dico la fascia pro-tetta.
Far vedere settori circolari di minne dopo mangiato, di domenica, già quello è da fascia protetta.




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mercoledì 15 gennaio 2014

Punto di vista





















Ieri un'amica mi ha girato questa frase su Whatsapp.
La conoscevo già, l'avevo letta e sentita tante volte.

Oggi sento di condividerla sul mio blog con voi.

"Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po'... 
Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, 
siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, 
per avere l'occasione, 
solo un'altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici 
che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!"
Braveheart - William Wallace

Non ci sono i nemici di una volta, non è un problema di vita o di morte, ma le battaglie che facciamo per la libertà sono quanto di più attuale ci possa essere.






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venerdì 10 gennaio 2014

Come ci cambia un social network























Un affezionatissimo lettore del mio blog mi scrive così:


"soprattutto in occasioni di feste e ricorrenze, vedo telefonini e iPad intenti a scattare foto e a fare filmati che poi...? Cosa succede a tutti questi bei ricordi, dove vanno a finire? Le persone di cui parlo, e credo siano la maggioranza, non le scaricano mai. Eventualmente le cancellano... tanto sono vecchie... Tutti questi bei momenti condivisi e poi... una volta perso il telefonino, rotto o sostituito finiscono nel nulla.
Forse sono di una generazione diversa...facevo le foto ancora con il rullino (ho iniziato a 14 anni ad appassionarmi) e poi facevo diapositive e adesso ho una macchinetta digitale modesta ma salvo le cose importanti, quasi tutto, e qualcosa stampo ancora...comunque sia, magari serve a poco, ma io la foto di mio nonno di 70 anni fa ce l'ho ancora."


Si sa, nell'era del digitale tante abitudini sono cambiate o definitivamente messe nel dimenticatoio.
Ma certo il nostro caro lettore sa benissimo che fino a 10/15 anni fa esistevano gli album di famiglia da far vedere a parenti, amici o fidanzate che volevano vederti da piccolo e dirti "tenerissimo, che ridere!!"

I nostri figli tra una quindicina d'anni diranno: "andiamo sul profilo FB di mio papà che ti faccio vedere le foto di quando ero piccolo...".
Considerando i social network, si calcola che al giorno vengano condivise 5 milioni di foto....
I video caricati su YouTube al minuto sono l'equivalente di 100 ore......
Ogni giorno su Facebook vengono visualizzati 500 anni di video.....

Forse è soprattutto questo il motivo del boom di siti a sfondo social. Ma senza dubbio il 60% di quello che scattiamo o filmiamo viene perso per sempre.
Giusto per ridere, io conservo una foto scattata con il mio vecchio Motorola L6 del 2005 in cui fumavo la mia prima sigaretta davanti a mia mamma.......e non la condividerò mai.

Non è sentimentalismo ma per le cose più belle che ci siano successe - incontri, fatti, persone - non sempre abbiamo una foto o un video che testimoni l'evento.

Quel file .jpg o .avi si trova nell'hard disk del cuore.




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lunedì 9 dicembre 2013

Renzi ha girato la ruota




Ecco qui Renzi a 19 anni nel 1994 con una cravatta impresentabile.
Si è proprio lui, concorrente del programma di Mike "La Ruota della Fortuna".

Ieri, 8 dicembre 2013, ha vinto nettamente le primarie del PD schiacciando, di fatto, gli altri due concorrenti.
Ieri ha girato la ruota.

La domanda che mi faccio è questa: sarà in grado o no di portare quella ventata di novità di cui tanto si parla?
Tornando alla Ruota della Fortuna, ce la farà o no a dire la fatidica frase:
"Do la soluzione!"...

Gira la ruota, ma dal 1994 ad oggi forse a girare non è più solo una ruota.
Ora, a girare restano le palle....


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mercoledì 4 dicembre 2013

Pirlo e il suo referto









Pirlo, l'astrolabio della Juve ha avuto un brutto infortunio.
Il Cast Away che da due anni fa navigare la Vecchia Signora in bellissime acque,
dovrebbe restare fuori dal campo per circa due mesi.

L'infortunio interessa il ginocchio destro.

O molto più semplicemente "lesione di 2° grado al legamento collaterale del ginocchio destro".
L'ultimo Primato Mondiale dei Referti 2013 se l'è aggiudicato l'ortopedico che l'ha detto in 10 centesimi di secondo.

Dai dai grande Pirlo aspettiamo il tuo ritorno.
Ah, lo dico per grandi e piccini, non urlate forte il nome "Pirlo" perché il giudice sportivo ha la multa facile.




Qui La Cosiddetta Maledetta di Pirlo sul mio Blog. 
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giovedì 28 novembre 2013

Pagella per Berlusconi


"Berlusconi is out of Italy's Parliament".
Da ieri sera, il personaggio politico italiano più "famoso" al di fuori dei confini italiani è stato sbattuto fuori dal Parlamento.

Per lui, un terzo degli italiani si straccia le vesti.
Per un altro terzo di italiani rappresenta il primo di tanti altri.
Per l'ultimo terzo di italiani il "nemico" numero 1 si è tolto definitivamente dalle palle.

Non si sa cosa possa implicare questo evento.
Non mi accontento del primo editoriale che prevede il futuro.
Tanti cambieranno lavoro: giornalisti, cabarettisti, vignettisti, autisti, presentatori, attori......

Il Parlamento ha votato perché sparisse. Questo è il dato politico.
I semplici elettori devono ancora votare, quello sarà l'ennesimo dato politico.

L'ultimo test, prima della pagella finale.



Leggi anche la mia poesia: "La particella Berluscone
prima del voto del Parlamento.



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La risposta che non risponde

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mercoledì 27 novembre 2013

Una di quelle Mattine......


Ci sono le mattine che sai di sonno.
Che andresti in giro con il piumone.
Che ti porteresti il letto in ufficio.
Che sai di alcol etilico.
Che hai mal di testa.
Ci sono mattine in cui hai gli occhi da branzino.
Ci sono mattine in cui vorresti stare da solo.
Ci sono mattine che sanno di capelli improbabili.
Mattine in cui ti senti radiocomandato.
Mattine che non sono mai iniziate perché non hai proprio dormito.
Ci sono mattine in cui chiedi pietà.
Ci sono quelle mattine d'inverno con pioggia e senza ombrello.

Quelle mattine in cui tuo figlio ti guarda dalla culla e ride.
Una mattina come le altre, ma non la scambieresti con nulla al mondo.




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martedì 26 novembre 2013

La Particella Berluscone

Al CERN ci fu il bosone
al Senato il Berluscone

l'aula pronta per la decadenza
e un "imputato" che chiede clemenza.

Legge tanta stabilità il personaggio
ormai si è scassato l'ingranaggio,

divisioni e sottrazioni tipiche d'inverno
uno s-partito più che un partito di governo.

La storia premia chi rischia nella vita
e non ci sono foto per una smentita

caro Cavaliere della tavola gioconda
domani alle 19 la Terra sarà di nuovo rotonda.


Approfondisci sul mio Blog con La Pagella per Berlusconi
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lunedì 25 novembre 2013

Benvenuto Lunedì

Lo so, sarò impopolare.
Scendi dal letto, gratti il ghiaccio anche sul box doccia, infreddolito in macchina nel traffico rincoglionito da lunedì mattina, incontri colleghi zero-voglia, luoghi comuni poco in comune, il PC ti accoglie lento come la "restituzione carta" al bancomat e via, si dia inizio a questo n-esimo lunedì.

Riavvia.
E poi, ti fermi un attimo e leggi che un ragazzino di 14 anni nel senese, Matteo Roghi, si accascia a terra dopo un gol e muore sul campo da calcio, sul campo dei sogni, dei desideri. Non c'è stato nulla da fare.
E allora, vaffanculo alle seghe mentali di cui sopra. 
Non vale. Non era contemplato. 

E invece, oggi è così. Mi ha ferito questa notizia. 
E mi viene da reagire facendo come molti, troppi. 
Ma no, troppo facile. Non ci sto. Il grattino è solo per il ghiaccio.





martedì 19 novembre 2013

Renzi. Social Network e Tolkien

Renzi simpaticamente visto
con le iniziali di alcuni
 Social Network
Per curiosità e un pizzico di invidia (ha solo 4 anni in più di me) sono andato a dare un'occhiata sulla biografia che è sul sito ufficiale di Matteo Renzi.

Andate al fondo della pagina e troverete l'inquietante macedonia di social network:
Matteo Renzi su Facebook
Matteo Renzi su Twitter
Matteo Renzi su Google+
Matteo Renzi su Flickr
Matteo Renzi su Youtube
Matteo Renzi su Instagram

Non è l'unico, sia chiaro, ma mi ha fatto venire in mente la Poesia dell'Anello di Tolkien, verso la fine,
"Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, 
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli."


Renzi,
Il Signore dei Social Network......e parte la musica di sottofondo.


venerdì 15 novembre 2013

La Solitudine dei Numeri Uno



Abbiamo visto su tutti i giornali la notizia dell'imminente uscita di un
libro-confessione forse del più grande pugile degli ultimi 50 anni.
Mike Tyson, ex numero uno del pugilato.

Trapelano notizie choc sulla sua vita piena di sesso droga alcol e barche di soldi.
Non è una storia nuova, non è qualcosa di mai visto prima, ma come tante altre storie sottolinea come puoi avere tutto, tutto a disposizione, soldi e successo e, di conseguenza, tanta bella flora e fauna femminile.

E alla fine non avere niente, cioè avere tutto ma ritrovarsi da soli.
Dico che è difficile trovare un campione che può avere in mano tutto (TUTTO) ed essere anche felice.

Sul sito della Stampa, notizia di due giorni fa, verso la fine viene riportata questa dichiarazione:
"....Oggi Tyson si descrive come un uomo alle prese con il colossale sforzo quotidiano di vivere una vita normale, come quella di chiunque altro, ma non nega di avere frequenti nostalgie per i tempi in cui trascorreva le notti nei più licenziosi stripclub accompagnato da spogliarelliste e cocaina."

Appunto, bisogna riempire nuovamente quelle nostalgie perché la "vita normale" non è per tutti........



mercoledì 13 novembre 2013

La Cosiddetta Maledetta

Quando Michelangelo pennellava nessuno chiedeva come facesse. Era un genio.
Esprimeva meglio di chiunque altro la genialità umana sotto forma di un'espressione artistica.

Non cerchiamo di dare una spiegazione razionale (come sempre) di come Pirlo abbia fatto a calciare la punizione contro il Napoli. 3 dita, 2 dita, 4 unghie e mezza. Sinceramente non mi interessa.
Il perché di molte cose sfugge agli occhi.

Per dirla alla Einstein "la materia curva lo spazio-tempo".

Bene signor Einstein lei spieghi pure quando si curva lo spazio-tempo,
perchè per la materia ci ha già pensato Andrea Pirlo.